Bona Sforza

Figlia del duca di Milano Giangaleazzo e di Isabella d'Aragona, figlia a sua volta del Re di Napoli Alfonso II, nacque nel 1494 a Vigevano; nel 1500 si trasferì a Napoli con la madre, quando a Milano prese il potere Ludovico il Moro che, in quell'occasione, cedette ad Isabella il ducato di Bari ed il principato di Rossano, in seguito ereditati da Bona stessa.

Nel 1517 andò in moglie a Zygmunt I Jagellone (1464-1548), Re di Polonia, vedovo e senza eredi maschi.

Sposatasi per procura a Napoli, l'anno seguente si trasferì in Polonia accompagnata da un gruppo fedeli cortigiani che contribuirono a diffondere in quel Paese il fasto e la cultura del nostro Rinascimento. Svolse a pieno il suo ruolo di regina e si adoperò per rafforzare l'assolutismo monarchico rendendo la famiglia reale indipendente dalla nobiltà che ne controllava le decisioni finanziarie attraverso la Dieta. Ancora oggi Bona viene ricordata come una delle figure più carismatiche della storia polacca anche se attorno a lei fiorì una “leggenda nera”: la nobiltà polacca, cerco di screditarla in più modi, mal sopportando le sue ingerenze, ed arrivò persino ad accusarla della morte per avvelenamento della seconda moglie del figlio Sigismondo Augusto (1520-1572), Barbara Radziwill.

Nel 1556 - dopo trentotto anni di regno – Bona ritornò in Italia - a Bari dove morì l’anno successivo e dove è sepolta nella Basilica di San Nicola.

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