Biase Lanza

Biagio Lanza iuniore, noto come Biase, nacque a Capua nel 1746 dal barone Carlo (1720-1784), patrizio capuano, e dalla prima moglie Maria Damiani, patrizia di Pozzuoli e di Bisceglie.

Decimo nella linea primogenita della famiglia, Biase fu barone di Luisi Consa, Murato, Zaccuni e Chiattuni, feudi nobili siti nell’agro caleno, nell’allora provincia di Terra di Lavoro, ereditati nel 1742 da suo padre Carlo per successione dall’ava paterna Beatrice della Ratta.

Don Biase studiò a Napoli nel Collegio de’ nobili tenuto dai padri gesuiti della cui espulsione dal Regno nel 1767 fu testimone diretto lasciando anche una dettagliata memoria nelle carte di famiglia. Fu promotore, a partire dal 1807, di una sostanziale ristrutturazione del palazzo di famiglia ma soprattutto curò il riordino e l’interpretazione di tutti gli antichi documenti di casa, assemblando i circa venti tomi (datati dal XV secolo in poi) dell’archivio di famiglia, redigendone un repertorio generale e inserendo le notizie più rilevanti nel libro di famiglia da lui terminato nel 1806. In tale libro, tra l’altro, si descrive l’entrata dell'esercito francese a Capua nel 1799 durante la quale Biase rischiò il linciaggio popolare ed il palazzo venne occupato.

Don Biase fu testimone anche dell’occupazione del palazzo ad opera delle truppe del maresciallo di Francia Louis-Alexandre Berthier (che qualche anno prima aveva fondato la Repubblica Romana assieme al Massena) nel 1806. Più tardi nel maggio 1815, nella sua proprietà di villeggiatura nota come Casalanza venne stipulato il trattato con cui le truppe francesi consegnavano il Regno alla restaurazione borbonica.

Capocedola nobile del governo economico di Capua nel 1786, nel 1787 e nel 1802 ed amico del principe di Cutò, Alessandro Filangieri, governatore di Capua, il 5 ottobre 1796 fu ammesso quale Cavaliere di Gran Croce di Devozione nel Sovrano Militare Ordine di Malta. Fu anche membro del primo consiglio provinciale di Terra di Lavoro in rappresentanza di Capua e del Consiglio generale degli ospizi di Terra di Lavoro, istituito da Murat nel 1809, i cui membri erano nominati direttamente dal Re su proposta dell’Intendente e scelti tra i proprietari del capoluogo di provincia distintisi per l’atteggiamento benefico verso i poveri.

Don Biase sposò in prime nozze Giuseppina dei baroni Cameriero, dalla quale non ebbe figli; rimasto vedovo, nel 1802 sposò Eleonora de Capua Capece dei duchi di San Cipriano (1779-1835), patrizia di Capua, dalla quale ebbe l’erede Carlo.

Filantropo ed attivo nelle opere di carità, allevò sin dalla nascita in casa propria, mantenendolo agli studi, Andrea De Simone (1807-1874), “figlio di mastro Nicola sartore”, diventato poi noto musicista e compositore, autore del melodramma Matilde d’Inghilterra, direttore della filarmonica di Capua e socio onorario di varie accademie tra cui quella di Santa Cecilia in Roma e della filarmonica di Bologna. È morto nel 1832 ad ottantasei anni ed è sepolto all’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena in Capua dove la famiglia possiede un altare di jus patronato intitolato a San Giuseppe.

Sito realizzato nell’ambito del Progetto POR FESR 2007/2013 Ob. Op. 1.10 Attività C Cod. CUP Digitalizzazione, studio e recupero dell’Archivio Lanza di Capua B69E13000290009 Cod. SMILE 56.